Inseparabili

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Pristavkin Anatolij

INSEPARABILI

Due gemelli nel Caucaso



«Quanto ai Kuz’min non hanno nessuno al mondo… Né lì né altrove! Ma vivono l’uno per l’altro, questo sì! Quindi ovunque li portino, hanno sempre con sé la casa, la famiglia e il focolare. Tutti logori, sbrindellati, rattoppati, pieni di pidocchi – ecco come ci avevano ridotto nei dintorni di Mosca, e ora ci sembrava di fuggire via felici da noi stessi. Volavamo verso l’ignoto come i semi nel deserto. In realtà nel deserto della guerra. Ma prima o poi finiremo in una fessura, in una piccola fenditura, in un buco qualsiasi… E se fluirà la carezza premurosa dell’acqua viva, germoglieremo. Diventeremo un rametto gracile, un filo d’erba, il minuscolo filamento pallido di una patata, ma il fatto è che non interessiamo a nessuno. Potremmo anche non germogliare e cadere per sempre nell’oblio. E nessuno se ne preoccuperebbe. Che esistiamo o no è lo stesso».


Anatolij Ignat’evič Pristavkin (1931-2008) nasce a Mosca nel 1931. Nel 1941 perde entrambi i genitori e trascorre gli anni della guerra in orfanotrofio. A quattordici anni lavora in una fabbrica di conserve nel Caucaso. Rientrato a Mosca, nel 1946, consegue il diploma di tecnico aeronautico alla scuola serale e nel 1959 si laurea all’Istituto di letteratura «Gor’kij». Esordisce nella narrativa nel 1958 con il ciclo di racconti L’infanzia difficile, accolto favorevolmente dalla critica. Segue una ricca produzione letteraria, ma il vero successo arriva con la pubblicazione nel 1987 del romanzo Inseparabili. Due gemelli nel Caucaso (titolo originale Nočevala tučka zolotaja), dove Pristavkin, prendendo spunto da un’esperienza autobiografica, ricostruisce la tragedia della guerra attraverso gli occhi dei suoi due piccoli protagonisti, che si ritrovano coinvolti nelle tragiche vicende della deportazione dei ceceni, vittime delle repressioni staliniane. Nel 1988 lo scrittore è insignito del Premio Statale dell’URSS e il romanzo viene tradotto in trenta lingue. Nello stesso anno pubblica il romanzo I piccoli del cuculo, dedicato al tragico destino degli orfani nel periodo della guerra, e ottiene nel 1991 il Premio Nazionale Tedesco della letteratura per l’infanzia. Nel 1989 organizza «Aprel’», la corrente indipendente degli scrittori moscoviti, curandone anche la rivista. Dal 1992 al 2001 dirige la Commissione di Grazia e Giustizia, che si è battuta contro la pena di morte ed è riuscita a far commutare in ergastolo quasi tredicimila condanne a morte. Nel 2008, pochi mesi prima di morire, riesce a portare a termine il romanzo Il re Monpas’e Marmelažka Primo.

Anno: 2018 | Pagine: 280 | Collana: (NM) | Edizione: Guerini e Associati

ISBN: 9788862507011

Disponibilità: Non disponibile

€ 19,50

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