Genocidio armeno, arriva il riconoscimento ufficiale

Immagine tratta dalla copertina de "Il paese perduto. A cento anni dal genocidio armeno" a cura di Antonia Arslan, Francesco Berti, Paolo De Stefani. Fotografia © Antonella Monzoni, 2009 dalla serie Ferita Armena. Statua dedicata al ricordo delle donne e dei bambini vittime della deportazione. Cortile del Memoriale del Genocidio Armeno a Erevan, Armenia
 
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A pochi giorni dall’anniversario del 24 aprile, la Camera dei Deputati del Parlamento italiano ha approvato una mozione bipartisan di grande rilevanza storica e culturale, con cui il governo si impegna a “riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale”.

Come Edizioni Guerini abbiamo accolto con particolare soddisfazione questa notizia e facciamo nostro l’invito a darne la massima risonanza. Una missione culturale che la casa editrice porta avanti fin dal 1992, grazie al prezioso contributo di Antonia Arslan (co-fondatrice della casa editrice), dedicando una parte importante del catalogo proprio alla valorizzazione di documenti, carte, testimonianze, studi relativi al genocidio.

Frutto di questo lavoro sono stati libri importanti e decisivi per l’interpretazione storica del genocidio come i lavori di Dadrian e Dedeyan (pubblicati in una serie dedicata, “Carte armene”), il “Diario” dell’ambasciatore americano a Costantinopoli Henry Morgenthau, il volume fotografico “Armin T. Wegner e gli armeni in Anatolia”, “La Santa Sede e lo sterminio degli Armeni nell’Impero Ottomano. Dai documenti dell’Archivio Segreto Vaticano e dell’Archivio Storico della Segreteria di Stato” di Valentina Karakhanian e Omar Viganò, “L’inquietudine della colomba. Essere armeni in Turchia” di Hrant Dink, per citarne solo alcuni.

Tra le pubblicazioni più recenti, vi sono l’importante testimonianza di Hasan Cemal, nipote di Cemal Pasa, uno degli esecutori materiali del genocidio (“1915: Genocidio armeno”) e il saggio “I peccati dei padri” della studiosa Siobhan Nash-Marshall, opera controversa e stimolante pubblicata in Italia solo pochi mesi fa e che ha animato un vivace dibattito sulle pagine culturali dei principali giornali del nostro Paese.

Impossibile non citare poi i lavori di Taner Akçam, lo studioso che forse più di ogni altro ha avuto il merito di attirare l’attenzione pubblica, anche italiana, su questi temi così spesso trascurati. Di Taner Akcam uscirà nei prossimi mesi per le nostre edizioni l’ultimo libro, “Killing Orders”, a coronamento dell’opera di diffusione e mediazione culturale avviata oltre venticinque anni fa.


In evidenza: Immagine tratta dalla copertina de “Il paese perduto. A cento anni dal genocidio armeno” a cura di Antonia Arslan, Francesco Berti, Paolo De Stefani. Fotografia © Antonella Monzoni, 2009, dalla serie Ferita Armena. Statua dedicata al ricordo delle donne e dei bambini vittime della deportazione. Cortile del Memoriale del Genocidio Armeno a Erevan, Armenia.

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