Teal è meglio! Letture per trasformare il lavoro

 
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Un’impresa agile è un’impresa che guarda al futuro organizzandosi attorno ad un proposito condiviso. Superare la gerarchia e abbattere la piramide per essere più competitivi (e più felici).

Siamo agli albori di una nuova era. Ogni saggio, ogni articolo e ogni approfondimento che parli di business ci informa di questa trasformazione. Sembra dunque scontato ma non è così. Quale che sia la prospettiva con cui guardiamo alle imprese, i dati che osserviamo ci impongono di trovare nuove soluzioni. La produzione, la vendita, l’erogazione dei servizi, la comunicazione, la distribuzione e, non ultimo, l’organizzazione e la gestione delle risorse umane sono sottoposte a una trasformazione radicale che non permette di applicare schemi consolidati.

Se è vero che in molti di questi ambiti le aziende hanno da tempo compreso il potenziale che le nuove tecnologie stanno sprigionando, esistono alcuni elementi che sono rimasti fermi al secolo precedente. La struttura organizzativa delle imprese fa parte di questo secondo gruppo, ma non sarà così ancora per molto.

In questi ultimi anni da oltre oceano, ma non solo, sono arrivati contributi fondamentali che hanno posto le basi per un totale cambiamento di rotta. Non è solo questione di change management, ma qualcosa di più profondo, una riflessione che vuole reinventare le organizzazioni e che sta facendo lentamente breccia anche in Italia.

Il panorama è ancora sfumato, si usano definizioni diverse teal, agile, organizzazioni orizzontali, self management, leadership orizzontale, ma al fondo di tutto c’è un nuovo modo di intendere la leadership e un modello organizzativo capace di superare la piramide gerarchica all’interno delle imprese.

Le persone più qualificate a rispondere al cambiamento imposto da un mondo sempre più dinamico raramente hanno in azienda l’autorità per gestirlo; siamo spesso vincolati a seguire strategie definite da leader che ancora si affidano ai tradizionali paradigmi di predizione e controllo.

Brian Robertson è stato uno dei pionieri di queste riflessioni dedicate alla trasformazione organizzativa. Imprenditore di lungo corso è internazionalmente conosciuto per aver sviluppato il sistema Holacracy nel 2009, una pratica di auto-gestione rivoluzionaria che ridefinisce il concetto di management garantendo a tutti gli strumenti necessari per esercitare la propria leadership. Non si tratta di anarchia, ma di un modo per ridistribuire autorità decisionale a coloro che hanno informazioni, competenze e spirito d’iniziativa, secondo un principio di evoluzione e adattamento. Holacracy, secondo Robertson, riconsegna l’organizzazione al suo proposito originale rendendola agile e proteggendola dai comportamenti distorsivi. Open source, adottata da più di mille organizzazioni in tutto il mondo (tra cui la celebre Zappos), è oggi una pratica alimentata da una community che ne guida la continua evoluzione.

Se Holacarcy è talvolta stata criticata per essere troppo radicale, si può provare a volgere lo sguardo verso un altro fondamentale contributo, quello di Isaac Getz e Brian Carney, autori di Freedom Inc., un libro pubblicato per la prima volta quasi 10 anni fa e oggi tradotto in sei lingue e rimasto per mesi in vetta alle classifiche di settore in Francia. Freedom Inc. ha saputo cogliere il fenomeno delle “imprese liberate” al suo nascere, contribuendo in modo decisivo a trasformare una filosofia in un vero e proprio movimento globale che abbraccia imprese di ogni settore e dimensione. Nella visione degli autori libertà e responsabilità sono le risorse fondamentali per migliorare la performance delle imprese. Secondo questa linea di pensiero, sono le persone che decidono di fare ciò che loro, non i loro capi, ritengono essere migliore per l’azienda secondo un proposito da tutti condiviso e secondo un principio di responsabilità.

In ordine temporale, la più recente riflessione sul tema è quella di Frederic Laloux, che ha saputo unire gli stimoli derivanti dagli studi precedenti e che ha dato alle stampe nel 2014 il libro Reinventing Organizations. Tradotto in Italia da Guerini Next con Peoplerise nell’aprile 2016, Reinventare le organizzazioni è divenuto in brevissimo tempo un punto di riferimento per changemakers, imprenditori, manager e consulenti che cercano nuovi modi per affrontare la complessità delle strutture moderne.
Proponendo una decina di casi innovativi, Laloux mostra come le organizzazioni possono funzionare, concentrandosi su tre elementi: auto-organizzazioni, pienezza della persona al lavoro, proposito.

La metafora è quella dell’organizzazione come organismo vivente e non più come macchina, lo stimolo è quello di togliere gerarchie formali di potere e abilitare ogni singolo dipendente a diventare leader autonomo e allo stesso tempo allineato agli obiettivi dell’azienda. Laloux propone un percorso a tappe, caratterizzate da stadi diversi, a cui sono associati dei colori, per arrivare ad una condizione che viene definita di Teal.Reinventare le organizzazioni

Il movimento, ancora poco diffuso in un’Italia fatta per lo più di medie imprese, ha casi di successo all’estero che possono fare scuola. La pratica del self management ad esempio è stata applicata e raccontata da Astrid Vermeer e Ben Venting, consulenti per Buurtzorg, azienda leader nella sanità olandese, con cui hanno costruito una struttura fondata sul self management con oltre 10.000 lavoratori.

“Oggi sempre più dirigenti e manager si stanno rendendo conto dei vantaggi dell’autogestione nei gruppi di lavoro, ma la prospettiva di introdurre cambiamenti nella struttura organizzativa appare così ardua che non sanno da dove partire”.

 

Nel libro Self Management gli autori spiegano in dieci brevi capitoli perché, come e quali sono gli effetti della transizione dalla gerarchia al self-management. Descrivono come avviare il cambiamento culturale, eliminando le regole non più necessarie. Esplorano il nuovo ruolo assunto dai manager e la necessità che questi sviluppino fiducia nelle capacità dei team di gestirsi autonomamente, abbandonando il bisogno di controllo. Elencano tutte le diverse implicazioni per i membri del team. Introducono la figura del coach, illustrando i compiti e le competenze che dovrebbe avere. Identificano i possibili processi per garantire la qualità, sostituendo al concetto dei ruoli quello della suddivisione dei compiti. Trattano della gestione dei conflitti, delle emozioni e degli scontri di personalità e di come organizzare meeting orientati alla soluzione dei problemi. Considerano ed espongono tutte le skills necessarie per svolgere il lavoro efficacemente in un contesto di vero self management.

Self management

Per qualcuno sono letture fondamentali, per altri sono forzature estreme, noi siamo certi che chiunque voglia essere un leader nell’azienda di domani, qualunque sia il suo settore e qualunque sia la sua funzione, farebbe bene a sapere che l’obiettivo non sarà più scalare la piramide ma aiutare a costruirla!

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