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Debenedetti Franco, Fabi Gianfranco

Popolari addio?

Il futuro dopo l’abolizione del voto capitario

«Luoghi oscuri» o un modello da difendere?


Un colpo al cuore? Ma perché mai? Il decreto Renzi di riforma delle grandi banche popolari accende il dibattito fra sostenitori e critici, qui rappresentati da Franco Debenedetti e Gianfranco Fabi.
 Il confronto fra loro è introdotto da Giulio Sapelli, per il quale il problema non è contrastare l’innovazione ma salvaguardare il rapporto fra banca e territorio, e da Lodovico Festa, il quale ritiene che bisognerebbe evitare l’ennesimo intervento sulle banche senza visione sistemica.
Il modello cooperativo «una testa un voto», argomenta Debenedetti anche in base a personali esperienze, dà luogo a opacità e disfunzionalità gestionali.Smarrito l’originario spirito mutualistico, l’adozione del modello «un’azione un voto» da tempo sarebbe stata vantaggiosa; ora, con l’unione bancaria, diventa non procrastinabile. Fabi, invece, vede la riforma come un giallo: «C’è la vittima: le grandi banche popolari. C’è il colpevole: il Governo. C’è l’arma del delitto: il decreto legge del 20 gennaio. Ci sono i complici: il Parlamento. C’è il mandante: la Banca d’Italia e, in secondo piano, la Banca centrale europea».


INTERVISTA A GIANFRANCO FABI


In arrivo l'intervista a Franco Debenedetti

Anno: 2015 | Pagine: 131 | Collana: (SN) | Edizione: Guerini e Associati

ISBN: 9788862505826

Disponibilità: Disponibile

€ 13,50